Il Choeung Ek o Killing Field, è un posto unico che riflette i crudeli crimini del regime ultra comunista Khmer Rouge sotto il pieno comando di Saloth Sar, meglio conosciuto come Pol Pot, tra il 1975 e il 1979.
Qui più di 20000 persone sono state brutalmente uccise e 129 fosse testimoniano questo orrendo crimine.
In onore e in memoria di tutte le innocenti vittime di questa strage (in totale furono circa 3 milioni), nel 1988 fù costruito uno Stupa commemorativo nel centro di questo campo.
Venne definito Anno Zero.
Il 17 aprile del 1975 i Khmer Rouge hanno impartito la più radicale e orrenda riforma che una nazione si potesse aspettare.
Il suo obiettivo era di trasformare la Cambogia, rinominata poi Cambogia Democratica, in un paese totalmente autosufficente di risorse agrarie.
In pochi giorni tutte le persone che vivevano nelle città, compreso i malati, gl'invalidi, gl' anziani e i bambini, sono state obbligate a marciare verso la campagna e lavorare come schiavi più di 15ore al giorno.
Le famiglie venivano divise e qualsiasi tipo di disobbedienza provocava l'immediata morte, non solo dell'individuo ma anche di tutta la sua famiglia, per evitare in futuro eventuali vendette.
La rivoluzione di Pol Pot cominciò ad andare contro tutti gli intelletuali e non, ad esempio, portare gli occhiali era un motivo per essere uccisi.
Pol Pot da giovane, vinse una borsa di studio a Parigi dove cominciò a sviluppare le sue idee radicali Marxiste che divennero Maoiste.
Sotto il suo potere, la Cambogia, diventò il più grande campo di schiavi al mondo.
Come cibo veniva servito tutti i giorni una zuppa di riso e questa, secondo lui, doveva bastare per dare l'energia necessaria a lavorare duramente nei campi.
Malattie come la malaria e dissenteria uccisero molto famiglie.
Il duro regime dei Khmer Rouge venne fermato dai vietnamesi, qche il 7 gennaio 1979, liberarono la quasi deserta città di Phnom Penh.
Ancora oggi non si sa con esattezza quante furono le vittime durante quei tre anni, 8 mesi e 20 giorni di regime Khmer Rouge, ma si stima siano più di 3 milioni.
Camminare su questo campo provoca sensazioni disgustose e tristi.
Non si vedono più le baracche di legno dove queste persone venivano torturate, perchè quando cadde il regime, venne smantellato quasi tutto.
È crudele come venivano torturate e uccise queste persone, non venivano sprecate pallottole ma usati semplici oggetti da giardinaggio o da lavoro (vedi foto) infondendo quindi una lunga sofferenza prima della morte.
I corpi privi di vita venivano ammucchiati nelle fosse e cosparsi di una polvere chimica che diminuiva l'odere della decomposizione.
I neonati venivano appesi a testa in giù sull'albero pieno di braccialetti che vedete nella foto e con un martello gli veniva fracassato il cranio.
Si vedono molte buche nelle quali furono riesumati migliaia di scheletri e ancora oggi, non tutte le fosse sono state aperte.
Così, ogni tanto sul sentiero, si trovano brandelli di stoffa e varie ossa che sporgono leggermente dalla terra.
È la natura che provoca questo,le forti pioggie nella stagione dei monsoni riportano alla luce ogni anno, piccoli "pezzi" di quella terribile storia.
Nessuno mai, dimenticherà quello che è avvenuto in questi campi ora circondati da verdi alberi.
Il nostro pensiero va a tutte le anime innocenti e coraggiose che si opposero a questo brutale genocidio.
Nessun commento:
Posta un commento