giovedì 21 febbraio 2013

Siem Reap, The Angkor

Ed eccoci qua oggi, a vedere un altra meraviglia del mondo.
Diana alle quattro del mattino per avviarci verso Angkor.
All'arrivo un buio pesto, ma i turisti pian piano arrivano gia in massa.
Son le cinque e quaranta ed ecco che l'alba sorge dietro le torri, uno spettacolo davvero meraviglioso e da qui si comincia l'esplorazionazione di questi monasteri, palazzi reali e antichi posti.
La sensazione è forte ma la domanda più frequente è quella di trovare una spiegazione a come, nel passato, riuscivano a costruire queste immense opere architettoniche.
La giornata è stata intensa ma è passata veloce, girando questi magnifici posti.

L'impero di Angkor è datato dal 802 al 1432 e ha passato periodi di conquiste, ritirate, rinascita e declino ed è ricordato per la sua prosperosa produttività.

Nel 802 il rè Jayavarman secondo, si proclamò sovrano universale dopo aver vinto la battaglia contro il popolo Javanese nel sud della Cambogia.

L'impero di Angkor fù possibile grazie alle riserve d'acqua e all'enorme e sofisticato lavoro d'irrigazione che permetteva rifornimento a tutto il suo popolo.
Nel tardo nono secolo lì si creò, un perfetto centro di lavoro, scuola e arte.

Ci fù un periodo di conflitto contro i vietnamesi e il popolo Champa e dopo la vincita, il rè ordinò d'espandere il territorio e vista la sua devozione per la religione Indù, fece costruire il tempio Angkor Wat.

I Champa tornarono alla ribalta e stavolta riuscirono ad uccider il rè Jayavaraman.
I Khmer (cambogiani) misero al trono un suo cugino e rivendicarono il territorio, in un altra epica battaglia navale sul fiume Mekong.

Questo nuovo sovrano, era invece devoto al Buddismo e fece costruire Angkor Thom.
Purtroppo, qui iniziò il declino di questo prosperoso impero.
I 1000 metri quadrati del sistema d'irrigazione cominciò a sgretolarsi per la deforestazione, per l'erosione e la siccità.

La crescita di Angkor si fermò e negl'anni che seguirono ci furono diversi conflitti.
I thailandesi poi, fecero anche loro diverse incursioni, saccheggiando la città nel 1351 e nel 1431.
Rapirono anche artisti, artigiani ed intelletuali e ancora oggi, nell'arte in Thailandia, si può vedere questo stile Angkoriano.

Nel 1600 arrivarono i francesi ed aiutarono i Khmer(cambogiani) a respingere i Champa e i tailandesi, aiutandoli a ricostruire e a far tornare Angkor nel suo splendore.
Così la Cambogia riprese il possesso di Angkor e il 9 novembre 1953 dichiarò la sua indipendenza.

Phnom Penh, the killing field

Il Choeung Ek o Killing Field, è un posto unico che riflette i crudeli crimini del regime ultra comunista Khmer Rouge sotto il pieno comando di Saloth Sar, meglio conosciuto come Pol Pot, tra il 1975 e il 1979.

Qui più di 20000 persone sono state brutalmente uccise e 129 fosse testimoniano questo orrendo crimine.
In onore e in memoria di tutte le innocenti vittime di questa strage (in totale furono circa 3 milioni), nel 1988 fù costruito uno Stupa commemorativo nel centro di questo campo.

Venne definito Anno Zero.
Il 17 aprile del 1975 i Khmer Rouge hanno impartito la più radicale e orrenda riforma che una nazione si potesse aspettare.

Il suo obiettivo era di trasformare la Cambogia, rinominata poi Cambogia Democratica, in un paese totalmente autosufficente di risorse agrarie.
In pochi giorni tutte le persone che vivevano nelle città, compreso i malati, gl'invalidi, gl' anziani e i bambini, sono state obbligate a marciare verso la campagna e lavorare come schiavi più di 15ore al giorno.

Le famiglie venivano divise e qualsiasi tipo di disobbedienza provocava l'immediata morte, non solo dell'individuo ma anche di tutta la sua famiglia, per evitare in futuro eventuali vendette.
La rivoluzione di Pol Pot cominciò ad andare contro tutti gli intelletuali e non, ad esempio, portare gli occhiali era un motivo per essere uccisi.

Pol Pot da giovane, vinse una borsa di studio a Parigi dove cominciò a sviluppare le sue idee radicali Marxiste che divennero Maoiste.
Sotto il suo potere, la Cambogia, diventò il più grande campo di schiavi al mondo.

Come cibo veniva servito tutti i giorni una zuppa di riso e questa, secondo lui, doveva bastare per dare l'energia necessaria a lavorare duramente nei campi.
Malattie come la malaria e dissenteria uccisero molto famiglie.

Il duro regime dei Khmer Rouge venne fermato dai vietnamesi, qche il 7 gennaio 1979, liberarono la quasi deserta città di Phnom Penh.

Ancora oggi non si sa con esattezza quante furono le vittime durante quei tre anni, 8 mesi e 20 giorni di regime Khmer Rouge, ma si stima siano più di 3 milioni.

Camminare su questo campo provoca sensazioni disgustose e tristi.
Non si vedono più le baracche di legno dove queste persone venivano torturate, perchè quando cadde il regime, venne smantellato quasi tutto.

È crudele come venivano torturate e uccise queste persone, non venivano sprecate pallottole ma usati semplici oggetti da giardinaggio o da lavoro (vedi foto) infondendo quindi una lunga sofferenza prima della morte.
I corpi privi di vita venivano ammucchiati nelle fosse e cosparsi di una polvere chimica che diminuiva l'odere della decomposizione.

I neonati venivano appesi a testa in giù sull'albero pieno di braccialetti che vedete nella foto e con un martello gli veniva fracassato il cranio.

Si vedono molte buche nelle quali furono riesumati migliaia di scheletri e ancora oggi, non tutte le fosse sono state aperte.
Così, ogni tanto sul sentiero, si trovano brandelli di stoffa e varie ossa che sporgono leggermente dalla terra.
È la natura che provoca questo,le forti pioggie nella stagione dei monsoni riportano  alla luce ogni anno, piccoli "pezzi" di quella terribile storia.
Nessuno mai, dimenticherà quello che è avvenuto in questi campi ora circondati da verdi alberi.

Il nostro pensiero va a tutte le anime innocenti e coraggiose che si opposero a questo brutale genocidio.